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Anversa degli Abruzzi (L'Aquila): Il borgo e cosa visitare


 
           

 


Un vecchio viaggiatore, nel 1912, così descriveva Anversa degli Abruzzi:
"Le montagne scendono a picco, scheggiate, arse, paurose; il fiume gorgoglia fra i massi, precipita in cascatelle, fugge a rivoli, si raccoglie a laghetti."

E' questa una descrizione che ancora si addice a questo borgo, aggrappato ad un costone roccioso, sotto il quale si aprono le prodigiose Gole del Sagittario, che a guardarle sembrano opera di qualche maestoso Titano, addormentato laggiù, nell'immensa rocciosa voragine.

Per il viaggiatore che arriva da Cocullo, il borgo di Anversa degli Abruzzi lo accoglie con uno spettacolo, che soltanto in pochi altri luoghi d'Abruzzo può essere goduto. Le prime case del paese sembrano formare un muro prottettivo; soltanto in un punto si aprono in un viottolo grande abbastanza da poter permettere l'accesso al centro storico, a Piazza Roma, dove si svolge la vita quotidiana dell'intero borgo. Sullo sfondo, dominano vette rocciose, sulle quali giace in equilibrio il piccolo borgo di Castrovalva e sotto le quali sprofondano le maestose Gole del Sagittario.

L'ingresso ad Anversa degli Abruzzi per chi viaggia da Cocullo (Foto: Toni Pulsoni)

E' proprio da Piazza Roma che possiamo iniziare il nostro tour attraverso l'antico borgo di Anversa degli Abruzzi, alla scoperta dei suoi tesori.

Proprio qui, nella Piazza principale, si erge, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie ,la più importante del borgo. Edificata nel XVI secolo, la chiesa è famosa per il suo bellissimo portale rinascimentale, unico nel suo genere in Abruzzo, realizzato nel 1540, anno in cui fu realizzata anche la facciata, come testimonia una piccola targa posta in una candeliera della lesena destra. Il portale ha una forma rettangolare ed è riccamente decorato: sopra la trabeazione è simboleggiato un sepolcro dal quale esce il Redentore sorretto da due Marie (da indentificare rispettivamente con Maria madre di Gesù e Maria Maddalena); a destra è San Gerolamo traduttore della Bibbia; a sinistra è Sant'Onofrio, eremita della Tebaide di Egitto.
Il portale è sormontato da un grande rosone ad arcate tribolate, le cui colonnine radianti sono mancanti, probabilmente a causa del terremoto che nel 1706 colpì il borgo. Il rosone fu realizzato nel 1585 e conserva, nella parte superiore, lo stemma gentilizio dei conti Belprato-Orsini e, nella parte inferiore, lo stemma di Anversa degli Abruzzi, rappresentato da un compasso con due serpenti attorcigliati alle aste divaricate, che molti hanno voluto legare ad un ambito massonico.
Fa parte della facciata anche il campanile, che svetta sul lato destro della chiesa. Su di esso, un altorilievo rappresenta l'Eterno Padre all'interno di una targa in fogliame.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie in Piazza Roma (foto di Tony)


L'interno della Chiesa di Santa Maria delle Grazie è strutturato su una pianta a tre navate, con abside rettangolare, e conserva alcuni tesori di questo piccolo borgo. Nell'abside, si può ammirare la pregevole statua di San Rocco, realizzata in terracotta policroma nel 1530, opera di ceramisti anversani. Sempre nell'abside, si conserva un tabernacolo in legno intagliato e dorato, a forma di tempietto, di architettura di tipo classico, che risale alla fine del XVI secolo e dipinto con doratura dal maestro De Picchi di Pescasseroli nel 1664.
Sull'altare maggiore, infine, è esposta la copia del bellissimo Trittico di Anversa, che fu realizzato nel XVI secolo da un anonimo, legato alla scuola fiorentina o più probabilmente marchigiana, e rubato nel 1981. Il Trittico era una tempera su tavola e raffigurava l'incoronazione della Vergine con San Tommaso, San Michele Arcangelo e San Francesco d'Assisi.

Lo stemma di Anversa degli Abruzzi con le serpi attorcigliate al compasso


Lasciamo Piazza Roma e scendiamo nel vicolo di Via Cordoni, che ci condurrà nella parte bassa del borgo. E' questa la zona più antica di Anversa degli Abruzzi; qui, tra questi viottoli acciottolati che si aggrovigliano come centinaia di spire e, chiusi e stretti, talvota si aprono a scorci mozzafiato, si può ancora respirare un'atmosfera medievale.
Proseguendo per Via La Grotta, si incontra il Centro di documentazione archeologica , in cui si possono trovare molti reperti, che aiutano a conoscere la storia di Anversa degli Abruzzi, che inizia sin da insediamenti di epoca italica.

Non lontano dal paese, infatti, nella zona denominata "Cava della rena", si trova il Cimitero dei Pagani, risalente al III - I secolo a.C. Si tratta di una necropoli italica, il cui nome risale sicuramente ad un'epoca cristiana. Solo poche tombe, del tipo a camera, sono state aperte ed i corredi funebri ivi trovati sono conservati proprio nel Centro di documentazione archeologica di Anversa.

Arco di Via Porta Maggiore (Foto: Toni Pulsoni)

Continuando il nostro percorso lungo Via La Grotta, giungiamo a Porta Pazziana . Si tratta di una delle due porte (l'altra è quella di San Nicola che si trova nei pressi della Via omonima) che sono rimaste dell'antica cerchia muraria.

Questi vicoli si sviluppano e si intersecano come in un dedalo, che confonde e affascina chi li percorre. In un gioco di linee, di vuoti e pieni, di incroci e scale, salite e discese, di muri e archi di scura pietra confusi a frammenti di cielo, non si può non restare storditi e  persi in un claustrofobico labirinto, che quasi magicamente e all'improvviso si apre, qualche passo più in là, in un Belvedere delle Gole del Sagittario. Al viandante si apre finalmente una finestra su un panorama mozzafiato, dominato dal piccolo borgo di Castrovalva aggrappato sulle rocce. Eppure, ancora non è possibile vedere l'intero paesaggio nella sua completa estensione: i muri delle abitazioni che delimitano la terrazza del Belvedere ci ricordano che siamo ancora all'interno del labirinto di Anversa.

Castrovalva dalla terrazza del belvedere di Anversa (Foto: Toni Pulsoni)


Proseguendo lungo la stretta Via La Foce, giungiamo alle Case dei "Lombardi" , che furono edificate tra il 1480 e il 1520 dai maestri Comacini, che appartenevano a maestranza settentrionali.

Nei pressi di questi edifici, si può ammirare uno dei portali di abitazione privata, che ancora conserva intatti alcuni degli elementi ornamentali e apotropaici, realizzati da abili artigiani del luogo. Risalendo lungo Vico Medio, in Via Porta Maggiore n.30, infatti, si può ammirare il Portale del 1666 , sul quale sono scolpite figure simboliche riferite al culto di San Domenico (venerato nel vicino borgo di Cocullo): la serpe, il pesce, la spada e i ferri del mulo.

Particolare con Sant'Antonio in Via Porta Maggiore n.30 (Foto: Toni Pulsoni)

Risaliamo attraverso Via Porta Maggiore fino alla strada principale Via Duca degli Abruzzi, che attraversa il borgo di Anversa e ci fermiamo in Largo Piazzetta. Qui, sorge la Chiesa di San Marcello , papa e martire, patrono del paese. La chiesa fu eretta già nell' XI secolo e fu poi ampliata e abbellita sotto la signoria di Niccolò da Procida, il cui stemma è scolpito sulla sommità del portale. 
Il portale tardo-gotico risale alla seconda metà del XV secolo e ha nella lunetta tribolata un affresco di autore ignoto, rappresentate la Madonna col Bambino tra San Marcello e San Vincenzo martire, la cui data di esecuzione è apposta sul margine superiore dell'architrave: 1472. Motivi ornamentali scolpiti (vegetali, esseri antropomorfi, animali) impreziosiscono il portale, che conserva una rarità nel trilobo posto nella lunetta sestiacuta, che rivela un'influenza borgognona. I battenti in legno di castagno, invece, furono eseguiti nel 1468 ad opera del maestro Nicola da Sulmona.
Le pareti interne della chiesa dovevano essere un tempo affrescate, come testimoniano le estese tracce recentemente scoperte nella parte alta della parete di fondo. Di questi antichi affreschi, si sono conservati solo quelli sul lato destro dopo l'ingresso, rappresentanti Santa Caterina d'Alessandria e Sant'Antonio, e quelli in cattivo stato, posti in una parete della scalinata del campanile.

Chiesa di San Marcello (Foto: Toni Pulsoni)
 
Proseguiamo il nostro tour per Anversa degli Abruzzi, camminando lungo Via Duca degli Abruzzi, in direzione di Scanno. Oltrepassate le ultime abitazioni, sul lato sinistro si apre finalmente il bellissimo panorama sulle Gole del Sagittario, questa volta nella sua interezza e maestosità; un paesaggio, questo, che molti scrittori definirono "orrido e bello".

Panorama delle Gole del Sagittario (foto di Domenico Aliperto)

Paghi della terrificante bellezza che questi panorami suscitano, possiamo incamminarci verso la sommità del borgo. Dopo aver risalito Via Castello, giungiamo ad uno dei simboli di Anversa degli Abruzzi: il Castello normanno o dei Conti di Sangro. 
Il castello fu edificato dai Normanni nel XII secolo, con lo scopo di controllare uno degli accessi meridionali alla Valle Peligna. Successivamente, esso subì un ampliamento ed un rafforzamento ad opera di Antonio di Sangro e della sua famiglia nel corso del XV secolo. Dopo i Conti di Sangro, il castello fu abitato dai Belprato, che quivi posero la loro dimora. Sotto i Belprato,  il castello fu abbellito e divenne un centro di attrazione per intellettuali ed artisti. 
Tra il 1585 ed il 1588, nell'ampia Cappella comitale di San Michele Arcangelo annessa al palazzo, si celebrarono le nozze di D.Costanza, figlia di Gio Berardino II e Virginia Orsini, con il letterato napoletano Giambattista Manso, marchese di Villa Irpina e signore di Bisaccia, amico e protettore di letterati come Torquato Tasso, il quale compose per queste nozze il sonetto: In un bel prato, e tra i bei fiori e l'erbe.
Il Castello dei Normanni o dei Di Sangro (Foto: Toni Pulsoni)

Ma anche in epoca più recente, il castello normanno di Anversa è stato al centro di eventi legati al mondo della letteratura. Fu proprio qui che Gabriele D'Annunzio ambientò la tragedia La fiaccola sotto il moggio, dopo aver visitato il castello, insieme ad Antonio De Nino.
Dell'antico castello oggi non resta che qualche rudero e una torre a pianta pentagonale "a puntone" trecentesca, sovrapposta alla precedente normanna a pianta quadrata. Oggi, quella torre continua a svettare tra antichi massi, caduti dopo il violento terremoto del 1706, a simbolo di un'antica grandezza di Anversa.
 Ancora intatto è, invece, l'edificio abitativo e la Cappella comitale annessi al castello, nonché l'arco ribassato posto all'ingresso del palazzo, che è databile ai primi del Cinquecento e presenta lo stemma dello stesso secolo dei Belprato-Della Tolfa-Orsini. 
All'interno, ancora si può ammirare il giardino post-rinascimentale a due livelli, con torretta dotata di scala a chiocciola circolare, formata da moduli in lastre calcaree.

L'ingresso al Castello dei Normanni (Foto: Toni Pulsoni)

La presenza del castello normanno e di chiese come quella di San Marcello documentano una origine molto antica di Anversa degli Abruzzi. Le antiche origini di questo borgo e della comunità anversana è ulteriormente testimoniata da altri due edifici: i ruderi delle chiese di Santa Maria ad Nives e di San Vincenzo, che si trovano fuori dal paese.
La Chiesa di San Vincenzo si trova fuori dal borgo di Anversa ed è raggiungibile percorrendo Via Vittorio Emanuele II o Strada Statale 479 e svoltando alla prima traversa a sinistra (una stretta strada in salita)fuori dell'abitato.
La chiesa fu edificata nell'altomedioevo dai monaci volturnensi nella località Passano, col nome di San Vincenzo de Flaturno. Alla chiesa era anticamente annesso il cimitero. Fu proprio in questa chiesa, che nel 1333 fu sepolto Pietro d'Anversa, vescovo di Carinola e poi di Sulmona.
Della chiesa oggi non resta purtroppo che parte delle mura , affiancate alla Casa Parrocchiale. Eppure, il visitatore che vi si recava un tempo doveva trovarla pregevole, se, come è attestato, la chiesa era ricca di ornamenti di epoca rinascimentale, come il bassorilievo che con la raffigurazione dell' Agnus Dei , che adornava il portale d'ingresso.

Un pò più distanti, tornando a percorrere Via Vittorio Emanuele II o Strada Statale II e svoltanto nella seconda traversa a destra, che conduce giù al fiume Sagittario, si trovano la Chiesa ed il monastero di Santa Maria ad Nives .
La chiesa, con il monastero annesso, apparteneva già dall' IX secolo ai monaci benedettini, che intitolavano gli a Santa Maria de Flaturno. Come "cella", era dipendente dal monastero volturnense di Santa Maria in Appinianico di Pescina ed aveva il controllo, nella valle del Flaturno, delle vicine ville di Saletta, Miscella, Macrano, Cennei, Fofile, Campulo, Cesa, Bussi e Mebio. Nel XVI secolo, i Belprato la donarono ai padri Domenicani, che ne detennero la proprietà fino al 1652, quando il monastero fu soppresso dal pontefice Innocenzo X, mentre il suo vasto patrimonio passò sotto il patronato del Comune di Anversa.
La chiesa ed il monastero persero sempre più d'importanza, fino a divenire dapprima un fienile e poi, durante le epidemie di peste, come quella del 1656, un lazzaretto, in cui furono ricoverate le persone contagiate.
Oggi, dell'antico splendore di questi edifici non restano che ruderi, immersi nel cuore di una natura incontaminata, in cui la vita delle piante è scandita dal continuo sciabordìo del fiume Sagittario, che scorre qualche metro più in là.

Per concludere il tour attraverso il centro storico di Anversa, suggeriamo una visita alla vecchia bottega di lavorazione dell'argilla , che si trova nella parte bassa del paese, in Via S.M. delle Fornaci. Anversa, infatti, è da sempre famosa per le sue ceramiche sin dal XV secolo. Durante il Rinascimento, il borgo doveva essere particolarmente rinomato per le sue officine e per i suoi maestri ceramisti, se alcune maioliche rinascimentali di Villa d'Este a Tivoli furono realizzate proprio da un maestro ceramista di Anversa degli Abruzzi, Bernardino de' Gentili.
Le botteghe anversane dovevano trovarsi vicino le sorgenti del fiume Cavuto e lungo Via delle Fornaci, dove appunto ancor oggi si conserva una di queste antiche botteghe.

La bottega di uno dei ceramisti anversani

Per chi ama la natura, infine, merita una visita il Centro visite, situato a valle del borgo, proprio accanto alle sorgenti del Cavuto, dove si possono avere informazioni sulla natura che circonda questo bellissimo borgo e da cui si può iniziare una bellissima escursione nella Riserva delle Gole del Sagittario, oggi oasi WWF. 

Le Gole del Sagittario ed il vicino lago di Villalago (foto di Tony)


Mappa di Anversa degli Abruzzi

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