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Camarda (L'Aquila): il borgo e cosa visitare




Camarda sorge su una collina nella vallata di Valleverde, percorsa da un ruscello che nasce tra le pendici del Gran Sasso e che, durante il suo corso, bagna un altro borgo, quello di Assergi. Come tutti i borghi medievali, anche Camarda si sviluppa in salita e la zona più antica, il vero centro del borgo, è proprio nella parte più alta del paese, vicino la cima della collina. 

Passeggiare tra le piccole stradine di Camarda, tra salite e discese, attraversando gallerie e archi in pietra, salendo scale acciottolate e antiche, dona al viandate un senso di pace e calore, una tranquillità che soltanto i borghi dimenticati possono donare. E Camarda è proprio uno di quei borghi che, fortunatamente, il turismo ha obliato, lasciandolo così com'era un tempo, nella sua struttura medievale inalterata. Visitare Camarda oggi è visitare il paese in cui è stata ambientata La Bella di Camarda, stupendovi a riconoscere ogni piccolo particolare descritto.
Dalla parte più nuova del paese, più bassa e vicina al fiume che gorgheggia, si sale, attraversando una piccola piazzetta, in cui una vecchia fontana canta una nenia dolce e triste: sono le storie dei tempi passati, quando il pastore spingeva ad essa i robusti armenti...
Percorrendo sempre in salita le strette strade, che risuonano ad ogni passo, si arriva alla più famosa piazzetta di questo piccolo borgo, il suo cuore: la Piazzetta del Treo. Questo luogo è, per chi abita qui, un simbolo, il legame con un passato non dimenticato. Proprio qui, si riuniva la gente: la vecchietta che filava la lana con le sue compagne, i bambini oramai divenuti uomini, i vecchi che giocavano a "morra",  i contadini di ritorno dal lavoro dei campi, il ragazzo innamorato che veniva a spiare la fanciulla amata mentre attingeva acqua dalla fonte... E così, con la frase "Ji escio... vaio poco ajiu Treu", ogni giorno ci si rincontrava qua, in una piazza, che non è niente di più se non un incrocio di tre strade per chi non la comprende, il luogo in cui il tempo si è fermato per chi abita ancora tra queste vecchie case.

Piazzetta del Treo con il Fontanile (foto di John Kocinski)

Nella Piazza del Treo, la Torre dell'orologio continua a segnare le ore ed il tempo che scorre lento, in una dimensione sospesa tra il passato ed il presente. Fu costruito nel 1873 e posto su quella torre, quando nessuno aveva ancora l'orologio in casa. I rintocchi risuonavano tra i campi seminati a erba medica o a grano, laggiù nella vallata, dove i contadini, chini sulla terra, raccoglievano i frutti delle loro fatiche, lenite dalla gioia di canzoni che venivano intonate in gruppo come una lunga e dolce cantilena. L'orologio del Treo non è mai stato preciso: talvolta non suonava, altre volte il suo suono metallico rintoccava per decine di minuti. Si racconta, infatti, che gli errori dell'orologio siano dovuti a quell'orologiaio, che così si vendicò per essere stato pagato meno del prezzo pattuito.
Talvolta, ancor oggi, in questo piccolo borgo nel Comune di L'Aquila, dimenticato dal turismo e dal mondo, quell'orologio torna a suonare. E quando lo si sente suonare nelle ore sbagliate, ormai rauco e stanco, come un vecchio che non ha rinunciato a prendere in giro gli abitanti di Camarda, ma con affetto, qualche anziano lo guarda e sussurra al nipotino che lo ascolta: "L'orologio del Treo è sempre matto per cinque lire mancate al patto fatto".

L'Orologio del Treo (foto di G. Lattanzi in InAbruzzo)

E mentre l'orologio continua a suonare i suoi scherzi, le vecchiette escono dalla Chiesa di San Giovanni Battista per recarsi a casa e riprendere l'uncinetto lasciato sul tavolo. La Chiesa torna vuota e solitaria; la sua solitudine è lenita soltanto dalla voce del suo compagno di sempre, il "matto" orologio del Treo. La Chiesa di San Giovanni Battista è sempre stata là, come un qualcosa che non può esistere indipendentemente da Camarda; né esistono documenti che attestino la data della sua costruzione. Forse, prima, doveva esistere lì un'altra chiesa, come si può intuire dal alcune differenze che appaiono nelle diverse parti dei muri esterni. Tuttavia, la Chiesa è sicuramente medievale e si sa che nel 1478 fu inserito al suo interno il tabernacolo ancora presente. Al suo interno, poi, esiste una cripta, usata tanto tempo fa come luogo di sepoltura.

La Chiesa di San Giovanni Battista ha conservato un tesoro importantissimo e molto prezioso, che pochi conoscono, ma di cui tutti gli abitanti di Camarda hanno ascoltato il suono, che durante la messa accompgana il rito. Si tratta dell'Organo della Chiesa di San Giovanni Battista, costruito tra il 1770 ed il 1780 da Adriano Fedri. Lo strumento è ancora lì e con le sue 23 canne allieta gli animi dei fedeli. L'organo ha mantenuto i suoi pezzi originali: soltanto la tastiera e la pedaliera, costituita di 8 pedali, risalgono ad un intervento di ampliamento del 1871, per opera del figlio di Antonio Fedri. Lo strumento è dotato di due mantici a 4 pieghe, azionati da due staffe di legno con corde. I registri, invece, sono originali e su di essi sono ancora visibili le tracce degli originali cartellini manoscritti a china. L'organo si trova in una cantoria, proprio sopra l'ingresso principale della Chiesa. (Per ulteriori info, questa è la scheda)

Chiesa di San Giovanni Battista

Ma Camarda non esisterebbe, se non fosse esistito il suo protettore, quel Castello che altro non è se non una Torre di avvistamento e di ultima difesa, chiamata appunto Torre del Castello. Un recinto le gira intorno, mentre antiche abitazioni sono ad esso attaccate, abitazioni che col tempo furono trasformate in colombaie. Il Castello dovette appartenere nel 1173 ad Atenulfo, Signore di Intempera (oggi, Tempera), per poi essere comprato nel 1553 da Stefano Valles di Napoli.
Oggi, quella torre, solitaria e austera e ferita dal terremoto del 2009, resta lì, silenziosa, sulla cima del paese, a vegliare come un tempo sugli abitanti di Camarda, circondata da piccole galline che scorazzano nell'aia ai suoi piedi. 
Da quassù, per immaginare la vita d'un tempo basta solo guardare: un borgo antico rimasto così com'era, la cui vita è scandita dai rintocchi dell'Orologio del Treo.

Torre del Castello (foto di G. Lattanzi in InAbruzzo)

Non distante da qui, ad un quarto d'ora di auto, un piccolo borgo in pietra, completamente abbandonato, un tempo proprietà di Camarda, merita una visita. Si tratta di San Pietro della Ienca, oggi Santuario Ufficiale del Papa Giovanni Paolo II.






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