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Gli eremi di San Franco d'Assergi




Tra gli eremi di Abruzzo, quelli in cui visse San Franco, il Santo eremita dai caratteri silvestri e vissuto nel XII secolo, sono tra i più impervi e difficili da raggiungere, escludendo quello più vicino al paese di Assergi.


L'eremo di San Franco ad Assergi
 
Lassù, sulla montagna di San Franco, là dove neanche gli alberi riescono a crescere, un tempo viveva un eremita. Quella montagna, a tre punte, che ricorda tanto il Monte del Calvario di Cristo, era la casa di San Franco.
Una piccola cappella incastonata nella roccia, alla quale si accede tramite un arco in pietra, è l'eremo di San Franco ad Assergi (1.730 metri d'altitudine). 

Sotto la cappella, si trovano due cabine nelle quali sgorga una sorgente di acqua freschissima, la stessa che bagna la fontana di San Pietro della Ienca, Santuario Ufficiale di Papa Giovanni Paolo II, più a valle. E' la sorgente che, racconta la leggenda, San Franco fece sgorgare miracolosamente dalla roccia, per dissetare la madre che si era recata da lui in visita. Quella sorgente è oggi chiamata "Acqua di San Franco" e sembra avere poteri miracolosi, soprattutto per le malattie della pelle.
Il 5 Giugno di ogni anno, in occasione della Festa in onore di San Franco, numerosi pellegrini si arrampicano attraverso i sentieri, che dal paese di Assergi a valle salgono all'eremo, e si riuniscono davanti la sorgente per berne l'acqua o bagnarvisi per guarire dai mali.

Ammirare il mondo dall'eremo di San Franco d'Assergi, riscaldati da un Sole gentile, rinfrescati dal profumo del vento e incantati dalla nenia antica della sorgente che gorgheggia, riempie l'anima di una nuova vita, che si confonde con la natura circostante e diventa un tutt'uno con essa.

Panorama dall'Eremo di San Franco d'Assergi


L'eremo di San Franco nella Grotta di Peschioli

Oltre l'eremo nei pressi di Assergi, più conosciuto e più popolare perché più accessibile, San Franco visse in altri due luoghi, questa volta impervi: la Grotta di Peschioli e la Grotta a Pizzo Cefalone.

La Grotta di Peschioli si trova lungo il sentiero che conduce al Passo della Portella (2260 metri di altitudine). E' un ambiente angusto (4 x 2,7 metri) e dall'accesso difficoltoso. Ma una volta entrati, la sensazione che si prova è straordinaria: ci si incanta a guardare il "guanciale di San Franco", un piccolo incavo dove l'eremita poggiava la sua testa prima di addormenarsi. Secondo la leggenda, appoggiare il capo sul "guanciale" guarirebbe da qualsiasi emicrania. 
Accanto al "guanciale", un piccolo ripostiglio naturale, dove il Santo poggiava il suo breviario, prima di addormetarsi, dopo le lunghe ore di preghiera e di silenzio.

Ben presto, tuttavia, San Franco abbandonò anche questo luogo, troppo vicino al centro abitato, per spingersi ancora più in alto, in luoghi ancora più impervi.

Grotta di Peschioli (foto da Natura Grezza)


L'eremo di San Franco a Pizzo Cefalone

Fu quassù, sotto la vetta del Cefalone (2533 metri di altitudine), in un luogo difficilmente accessibile d'estate e inaccessibile d'inverno per la presenza della neve, che San Franco trovò la sua pace ed il suo silenzio assoluto. Nella solitudine più profonda, lontano anche da quei pastori che si spingevano ad alta quota e che tanto lo amavano, San Franco abitò in questa Grotta di Pizzo Cefalone fino alla sua morte, quando i galli cantarono e una luce indicò il sentiero agli abitanti di Assergi, che si recarono all'eremo per prendere il corpo e condurlo giù in paese, nella Chiesa di Santa Maria in Silice dove è ancora conservato.

La Grotta si presenta come un cunicolo basso e fangoso, che conserva all'interno numerose immagini sacre, statuine ed un presepe, che qualcuno costruì con amore e dedizione, chissà quanto tempo fa.

Quassù, dove nessun essere vivente arriva e dove solo le pietre possono ascoltare i nostri pensieri, si può arrivare a comprendere l'eternità.





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